giovedì, 20 marzo 2008
Dal nostro inviato
in piccionaia:
il Dott.Hardla

Visto che l'ultimo post era ancora quello della Juve, vuol dire che la sconfitta con la Fiorentina evidentemente non interessa a nessuno, e allora andiamo avanti. Gran pareggio con la capolista, li abbiamo schiacchiati nella loro area e dominati fisicamente e intellettualmente. Certo, loro hanno giocato in 10 per 55 minuti, ma in fondo sono anche un po' cazzi loro, no? In 11 contro 10, comunque, siamo molto più forti noi.

Ma veniamo alle cose interessanti. La partita stavolta l'ho vista dalla piccionaia della Nord: un'esperienza davvero molto interessante, e che ora vi racconto. Intanto mi sono beccato una bandierina gratis, alla faccia di Spassky che è rimasto a casa, sicuro della sconfitta. Tié.

Erano anni che non andavo più in piccionaia e la prima impressione è senz'altro positiva: certo i giocatori sono molto piccoli e distanti, ma si vede perfettamente la disposizione in campo e, finalmente, si coglie il senso della profondità, senza il quale è veramente un casino capire cosa succede nell'area opposta, sotto la Sud (palo! naso! rinvio di orecchio! autorete in semirovesciata volante! rigore!).



Poi però inizia la partita e mi accorgo di alcune piccole inconguenze: intanto ai lati si sta seduti, ma va bene siamo lì per quello, visto che Paoletta ha la gamba ingessata. Poi, pur chiamandosi "Gradinata Nord", seppur "superiore", la gente non canta. Ma niente, eh? E ancora questo non sarebbe tanto grave se, per riempire questo vuoto canoro, le persone non si mettessero a fare dell'altro. L'occupazione preferita è, com'è logico aspettarsi, dire cazzate. E lì mi accorgo che, effettivamente, i cori insistenti e ripetuti per tutta la partita, distraggono le persone e impediscono loro di commentare ogni singola fase di gioco. Quando manca il supporto canoro, chiunque può dire qualunque cosa, e sicuramente lo farà a portata del mio orecchio.

E' in questo modo che ho fatto la sfortunata conoscenza della prestigiosa Famiglia Stancacervelli, madre figlio, zio e un sacco di conoscenti che avrebbero fatto meglio a comprarsi la partita in pay-tv davanti a una pizza bella calda e una coca cola, piuttosto che stracciare i coglioni a me per tutta la serata. Il papà no, non c'era, ma come ho appreso quelle 7 volte durante la partita, meno male che non c'era perché solitamente porta una sfiga della madonna. E meno male, allora...

Girandomi a sinistra il panorama non era certo meno folkroristico. Quasi a controbattere le offensive verbali della suddetta famigliola si fa valere il deciso e costante mormorio della "radiocronista autistica". Oh, magari non capiva un cazzo di calcio e di ciò che stava accadendo in campo, ma i nomi dei giocatori li conosceva tutti! Beh, magari non proprio tutti, magari sapeva solo i nostri, ma quelli li conosceva davvero bene, giuro!

Ma colui che più ha destato il mio interesse (e quello di gran parte del settore, in effetti) è stato L'Uomo Con Due Ciocchi Di Legno Al Posto Delle Mani. Un tipo generalmente tranquillo ma che aveva il vezzo di applaudire a sproposito nei momenti più improbabili, producendo un forte e penetrante rumore di legno, udibile anche a decine di metri di distanza. E questo per TUTTA LA PARTITA. Imperdibile.

Vista l'originalità del fenomento non ho potuto sottrarmi dal girare un breve video per farvi capire meglio le mie insufficienti parole. Una visione raccapricciante.

urlato da hardla alle ore 12:39 | Permalink | commenti (13)
categoria:video, cronache, robe pazzesche

16
giovedì, 28 febbraio 2008
- Papà, ma quand'è che Borriello è diventato capocannoniere superando anche Trezeguet?

- Proprio in questo momento qui.


urlato da spassky alle ore 23:04 | Permalink | commenti (1)
categoria:emozioni, video, cori, racconti da stadio, robe belle

martedì, 12 giugno 2007
A volte capita che Pablo  è lì che minchiona con la fotocamera e riesce a riprendere il più importante momento della storia genoana degli ultimi 12 anni. Che per essere precisi non coincide con la fine della nostra partita, ma con il triplo fischio tra Piacenza e Triestina. Uno a uno, e a Marassi può partire la festa, tranne che naturalmente qui da noi mancavano ancora un po' di secondi da giocare e Greco e qualcun altro hanno concluso in mutande, spogliati dai tifosi che hanno prematuramente invaso il campo. Ricordo Masiello che colpisce di testa, quasi nudo, mentre cerca di infilarsi la maglietta di Stellini.



Se invece preferite delle riprese meno tremolanti, ecco gli stessi momenti nella telecronaca tv.
urlato da hardla alle ore 11:04 | Permalink | commenti (7)
categoria:emozioni, video

sabato, 26 maggio 2007

Che culo, non il gol, sia chiaro, quello è sacrosanto. Che culo che è la prima volta che provo a fare un filmato di una punizione e ho beccato il gol alla prima. Per dire, Spassky è tutto l'anno che ci prova e finalmente c'è riuscito qualche settimana fa, quando Leon ha fatto gol sotto la Nord. E poi s'è dimenticato di postare il video qui sul blog. Mah.

Che dire d'oggi? Partita segnata dall'afa, e da un avversario già retrocesso che mica vorrà venire qua a far danni vero? Che poi l'ultima volta che ho sentito discorsi simili era per il Venezia. Ma il Pescara non è il Venezia e i suoi tre gol se li è presi placidamente, senza troppi scossoni. E infatti noi in Gradinata gli scossoni ce li siamo dovuti dare da soli, sotto forma di pattoni che volavano tra chi ancora si ostina per motivi suoi a contestare, e chi invece ne ha i coglioni pieni delle beghe private di un gruppetto di cretini. E se qualcuno vuol fare un coro non si deve aspettare pattoni da parte di chichessìa, soprattutto se il qualcuno è tutto il resto dello stadio.

Basta parlare di 'ste puttanate. Diciamo di Adailton, piuttosto, che è tornato in campo alla grande, con una doppietta, che è fresco, che è motivatissimo, e che per le prossime due partite sarà utilissimo per fare staffetta con uno dei tre lì davanti.

One gone, two to go.
Avanti il prossimo.
urlato da hardla alle ore 21:59 | Permalink | commenti (45)
categoria:video, cronache

sabato, 17 febbraio 2007
Venti minuti di silenzio. Questa è la buffonata che i capipopolo della gradinata si sono inventati per protestare contro chissà cosa. Venti minutini di silenzio, che ha sorpreso molti che, come me, vanno allo stadio per guardare una partita e sostenere la propria squadra. Sono proprio un illuso, evidentemente vivo fuori dal mondo. Dopo aver dato prova di grande maturità, la settimana scorsa, girandosi di spalle in occasione del minuto di raccoglimento per il poliziotto morto, stavolta sono rimasti con la faccia rivolta verso il campo, ma con la bocca cucita.


L'ingesso in campo delle squadre. Alcuni facinorosi si azzardano a cantare l'Inno del Genoa, nonostante il parere contrario dei Nostri Illuminati Padroni.
Cioé, proprio cucita no. Ogni tanto increspavano le labbra per fischiare chi, ignaro di tutto, si azzardava a far partire un coro. Il lato sinistro della gradinata inizia a cantare, il lato destro lo segue, ma la parte centrale mormora e fischia, con prepotenza. "Questi qui che cantano, sono quelli che stanno sempre zitti", mormora il tizio col megafono. Dev'essere l'ogoglio ferito del direttore d'orchestra che vede che una parte dei suoi musicisti non sa seguire lo spartito. "Cazzo cantano questi stronzi?", sento dire vicino a me. Il coro si spegne dopo un po'. Meno male che non si sono azzardati a fischiare i bambini del Genoa Club For Children, che anche loro hanno gridato cori, seguiti con voce e applausi dalla solita parte "ribelle" della gradinata. Gli altri rosicavano, ma in silenzio. "Ma che gradinata di merda siamo? I doriani sono rimasti zitti per 45 minuti", dice il solito dietro di me: già, penso io, bravi stronzi. E perché poi? Ce li vogliono spiegare questi motivi? Che cos'è che infastidisce tanto lorsignori? Non poter portare più botti e fumogeni? Solo questo?

Oppure, magari, provo a ipotizzare, tanto si sa che sono un buffone e nessuno si azzarderebbe a prendere sul serio le mie parole, ma non è che disturba il nuovo divieto imposto alle società di calcio di intrattenere rapporti di natura economica con le tifoserie? No, dico, non potrebbe avere senso? In fondo i soldi aggiungono sempe brio alle motivazioni ideologiche. Che poi ve la ricordate quella improvvisa e misteriosa contestazione a Preziosi 1 annetto fa, o poco più? Dopo aver fatto cortei per lui, bloccato traghetti, autostrade e ferrovie, bruciato rumenta, tutto a un tratto Preziosi diventa il demonio, senza nessun motivo apparente, nelle prime partite del campionato di C1. Tutti quanti ci siamo rimasti di stucco. Saranno stati motivi di coscienza, illuminazione divina? O magari  cose un po' più terrene, non so, lavoro di fantasia, magari un certo gruppo di tifosi, molto noto all'interno della nostra gradinata, c'è rimasto male perché Preziosi s'è rifiutato di comprar loro una nuova sede. E allora sono spuntati inviti a cena con registratori nascosti.

Comunque. Dopo venti minutini di silenzio urlato e fischiato i soliti signori decidono che era tempo di cantare. E sapete qual'è stato il primo messaggio di pace, sport e civiltà che è partito dalle loro bocche? "Questa è la NOSTRA gradinata, e mai nessun ci fermerà... papparà... Noi saremo sempre qua, con le SPRANGHE a caricar, romperemo il culo a tutti gli ultrà....". Cioé, dopo tutto il casino del poliziotto morto, tutte le polemiche sul tifo violento, le accuse al mondo ultrà, dopo 20 miunti di sdegnata protesta silenziosa, finalmente aprite bocca, e la prima cosa che dite è questa? Molto appropriato, davvero. Complimenti. Siete dei fottuti geni.

Ce ne sarebbe abbastanza da indignarsi e smettere d'andare allo stadio. Ma io lo stadio, la gradinata Nord, non la voglio lasciare in mano a gente così. Io voglio presidiarla, voglio dimostrare che non è solo la LORO gradinata, e che a me di caricare con le spranghe gli ultrà non me ne fotte un cazzo. E voglio poter cantare quando ne ho voglia, senza il rischio di ricevere un pattone da qualcuno che crede d'avere del potere su di me.

Andrea

P.S. S'è pure giocato, oggi. Abbiamo vinto 1-0. Se a qualcuno interessa. A me si.
Ah, Pablo, non t'azzardare più a lasciarmi solo allo stadio, che se non dico qualche cazzata con te va a finire che sto a sentire quello che illuminate teste di minchia dicono intorno a me. E magari mi rovino pure l'umore e scrivo altri post come questo.
urlato da hardla alle ore 18:27 | Permalink | commenti (17)
categoria:invettive, video, racconti da stadio

mercoledì, 31 gennaio 2007


non bruttissima... non bruttissima, 'nevvero?
urlato da hardla alle ore 00:15 | Permalink | commenti (8)
categoria:emozioni, video