domenica, 09 marzo 2008

we can do it


"Ho letto da più parti che la squadra di Ranieri arriverà per vincere a tutti i costi. Dovrà però fare una grande partita. Anche perché troverà un ambiente compatto, poco incline a recepire polemiche sugli arbitraggi. Noi non ci siamo mai lamentati. Neppure all'andata, dopo un rigore non dato e un gol non convalidato. E intendiamo proseguire su questa strada. A Torino fu una gara equilibrata, giocammo meglio la ripresa. Noi e il pubblico saremo una cosa sola, in una partita che per noi vale la salvezza"


Giampiero Gasperini


 


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16
giovedì, 28 febbraio 2008
- Papà, ma quand'è che Borriello è diventato capocannoniere superando anche Trezeguet?

- Proprio in questo momento qui.


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domenica, 03 febbraio 2008

Uscite le convocazioni per l'amichevole del 6 febbraio. Borriello è fra i convocati, finalmente un Grifone torna a vestirsi d'azzurro.

Cassano invece se lo mena. Toh.

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lunedì, 14 gennaio 2008

Pranzo rituale da mia mamma, come ogni domenica in trasferta. E anche stavolta pare ci tocchi sopportarci il vicino di sopra, sordo e rincoglionito come pochi, e pure dispensatore di sfiga, che tutte le volte che viene a guardare la partita con noi perdiamo.

Vabbè, tanto la prima partita dopo le feste non è mai una festa, e questa Lazio me la dice male.

Comincia il collegamento, e succedono due fatti interessanti, il primo è che il vicino di sopra non si è ancora visto, il secondo è che i tifosi laziali si sono appena accorti che Mudingayi è negro, e con uno stratagemma l'hanno azzoppato durante il riscaldamento, così che l'allenatore è obbligato a cambiare schema di gioco.

La novità non sembra impensierire il presidente della Lazio, Lotito, che viene inquadrato in tribuna, seduto composto e silenzioso.

Comincia la partita, primi dieci minuti e già la palla si è trovata davanti a Rubinho un paio di volte, e se non fosse che Rocchi è sceso in campo con le infradito saremmo già sotto di un gol. Non ci siamo, e si che il vicino di sopra non si è ancora visto!

Il pubblico rumoreggia, il presidente Lotito osserva impassibile. Borriello serve Juric una palla splendida, ma lui la tira addosso al portiere. Lotito non reagisce.

Al 22° arriva il gol, come al solito lo prendiamo su palla inattiva, Rubinho fa per respingere e scontra Borriello, arriva Mauri e non ci sta a pensare. Si mette male. Solo Lotito non sembra reagire all'improvviso vantaggio, se ne sta lì seduto con l'espressione serafica. Dimostra dei nervi d'acciaio, non c'è che dire.

Intanto la partita va avanti, Sculli fa una rovesciata in area alla Holly & Benji, ma la mette fuori di poco. E per il primo tempo non c'è altro.

Al fischio dell'arbitro mia mamma suggerisce di andare a vedere se il vicino è ancora vivo. Decidiamo che se scopriamo che è morto ci tocca smettere di guardare la partita. Ci andremo alla fine, tanto se è morto non è che peggiora.

Ripresa, Genoa più aggressivo. Milanetto viene colpito da un proiettile vagante partito da un magazzino di libri di Dallas il 22 novembre del '63, ma c'è da considerare che stava già scivolando su una buccia di banana a causa di un forte colpo di vento che lo ha sbilanciato mentre gli calava la pressione e aveva un improvviso capogiro. Comunque è colpa dell'avversario, perciò è rigore.

Borriello non sbaglia, e dalla tribuna Lotito scivola un po' a destra, sebbene la sua espressione non cambi.

Quattro minuti, punizione di Milanetto, Borriello mostra la sua imitazione dello shuttle al decollo, si alza quei tre quattro metri e da una zuccata alla palla che piega le mani del portiere. Due a uno incredibile! Delio Rossi, che a inizio partita sembrava un barbone del Massoero, ha assunto le sembianze eteree di un ectoplasma. Solamente Lotito, inquadrato in tribuna, non ha perduto il suo aplomb, e se ne sta la, un po' inclinato sul sedile, con uno sguardo indecifrabile.

La partita si scalda, entrate a gamba tesa e sciabola fra i denti, Pandev prova a ripetere il trucco di Milanetto e cade in area, ma l'arbitro non si fa fregare, non si vedono bucce di banana intorno, la banderuola segnavento indica che non ci sono stati colpi d'aria, Lee Harvey Oswald è stato arrestato e non può avere sparato ancora, e l'esame del sangue al giocatore mostra che i suoi livelli di zuccheri sono ottimali. Lo ammonisce per simulazione. I tifosi laziali gridano ogni insulto conosciuto al loro presidente, che li affronta con la propria presenza autoritaria, seduto in tribuna, immobile e silenzioso come un manichino.

Rubinho fa un'altra cappella, ma i difensori lo salvano; dalla parte di là la squadra è implacabile, assalta l'area laziale con ogni mezzo, addirittura Rossi compie un gesto innaturale e tira in porta. Gasperini decide di chiudersi dietro, che sente corrente ed è già senza voce, e così blindata la squadra aspetta il fischio finale per celebrare una vittoria all'Olimpico che mancava da 49 anni.

Dopo la partita i giocatori si stringono la mano in quella cagata che è il terzo tempo, e piano piano il pubblico sfolla.

Verso sera due inservienti vanno in tribuna a rimuovere Lotito.

venerdì, 09 novembre 2007
La Nube stavolta ha dovuto Correre un bel po' su e giù per la fascia destra, per beccare il Capitano. E alla fine l'ha beccato ad una festa organizzata da due club in un circolo ad Albaro. E naturalmente il Dott.Hardla e Spassky "o' scrittore" non hanno mancato di farsi immortalare. Si sa, sono vanesi. C'era pure il Subcomandante Roja, che però, essendo timida, ha preferito scattare la fotografia, maledicendo le multinazionali giapponesi che costruiscono le fotocamere col pulsante dello scatto in alto a destra, invece che fare un comando vocale che se uno urla fortissimo "scatta!", la macchina non solo fa la foto, ma toglie pure gli occhi rossi, scrive l'articolo e pubblica direttamente sul blog. Tutto da sola.


Proprio come quell'altra volta che abbiamo beccato quell'altro capitano, e ci siamo fatti la foto. Solo che all'epoca la cosa non fu molto benaugurante, Tedesco se ne andò dopo sei mesi, senza nemmeno salutare. E a ben pensarci neppure noi l'abbiamo salutato domenica scorsa, quindi forse siamo pari. Eppoi, a quei tempi non esisteva neppure Nube che Corre (il blog, intendo), e noi non eravamo in veste ufficiale, quindi la faccenda era senza dubbio molto diversa.

Se però Rossi s'azzarda a farci un ciocco del genere, prima vado nel ritiro della sua nuova squadra, lo saluto, lo ringrazio per quello che ha dato al Grifone, e con estrema cortesia gli spezzo le gambe in punti talmente strategici che tutti i chirurghi che lo visiteranno proveranno un irrefrenabile impulso al suicidio, piuttosto che confessare la propria impotenza. Fatto questo, poi però lo perdorerò, perché il Capitano è il mio idolo, e gli voglio davvero un gran bene.
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mercoledì, 10 ottobre 2007
Visto che di doman non c'è certezza, ma che l'oggi è parecchio figo, colgo l'occasione per postare la classifica di Serie A, dopo 7 giornate, approfittando anche del fatto che, grazie alla sosta per la nazionale, questa graduatoria ce la possiamo godere per ben due settimane. Poi boh, chissà.

Ah, ho scelto la classica visualizzazione a due colonne, perché per me rende meglio l'idea, e comunque la trovo molto più soddisfacente, per un fracco di valide ragioni!

17  INTER CATANIA
14  JUVENTUS SAMPDORIA
14  ROMA TORINO
13  FIORENTINA LAZIO
12  GENOA CAGLIARI
11  PALERMO SIENA
11  UDINESE PARMA
10  MILAN EMPOLI
10  NAPOLI REGGINA
10  ATALANTA LIVORNO
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giovedì, 27 settembre 2007
E non è mica giusto, la prima partita che il Genoa gioca senza schierare il paracarro là davanti io me la perdo perché malato, e neanche poco malato, malato da 38 e 2, che già di suo suggerirebbe di starmene a letto e seguire l'incontro per radio.

Non esiste, voglio vederlo il Genoa con un attacco completo, sono convinto che potrebbe fare qualcosa di grande, e affronto le intemperie per arrivare al divano di mia mamma, e guardare la partita su sky.

Quindi la formazione vede davanti Leon, Borriello e Sculli, e sulla fascia il solito Fabiano.. Ah no, si è rotto durante il riscaldamento, entra Lucarelli. Sulle fasce quindi giocano Konko e Danilo.
Storco già il naso, mi sembra di rivedere le incursioni di Oddo alla prima di campionato. Ma Rossi dov'è finito?
Difesa sempre quella, ma di loro mi fido.

Piove da paura a Marassi, mi sale la febbre solo al pensiero che avrei potuto essere là sotto anch'io. Mi tiro la coperta un po' più su, e siamo al fischio d'inizio.

Palla di qua, di là, otto minuti dopo c'è Dossena per terra per una testata con Sculli. In casa io e Giuliano ci guardiamo esterrefatti, "Ma è lo stesso Genoa?". In otto minuti abbiamo già visto un paio di incursioni in area, e Borriello obbligare il portiere a deviare sul palo una punizione splendida.
Sembra che ci divertiremo..

Riprendono a giocare, e Leon è di nuovo là davanti a rischiare di cacciarla dentro. Cade Danilo, altra punizione, batte Leon in gradinata. E io lo sapevo che quello lì fa tanto casino e poi..

16', Danilo rischia il vantaggio ma sbaglia di poco, Giuliano esclama "Boolin che Genoa!".

Asamoah tira dalla nostra parte, ma Rubinho fa la paratona. E siamo di nuovo davanti alla loro porta, Leon batte un calcio d'angolo, il portiere dice che gli fa schifo toccare una palla che tutti hanno preso a calci, che lui ci ha i guanti nuovi che gli ha regalato sua nonna Abelarda, e la respinge un po' così.
Borriello è uno che ci rimane male quando sente certi discorsi, che lui nonne Abelarde che gli regalavano i guanti non ne ha mai avute, e sfoga la sua aggressività repressa tirando un calcione alla palla che se non ha bucato la rete è solo perché le fanno molto resistenti.

Il risultato di questo siparietto è un gol da antologia, se fossi stato allo stadio potrei riferire delle pareti che tremavano, ma ero a casa, abbiamo fatto scappare il cane terrorizzato dagli urli.

Due minuti dopo Borriello è di nuovo lì che si incazza per i guanti del portiere, ma stavolta becca una traversa. Bravo Leon che gliel'ha servita perfetta.

Il cronista di Sky continua a parlare di Fabiano quando dovrebbe dire Danilo, Onofri non lo corregge, troppo preso a rimirarsi la poderosa erezione che questo Genoa gli sta provocando.

Cinque minuti prima della fine del primo tempo Leon batte un altro angolo, e De Rosa sbaglia a darci di testa, buttando alta una palla che era destinata dentro. Se non ci fossero stati errori saremmo già tre a zero, e dell'Udinese nessuna traccia, giusto un tiro in porta parato bene da Rubinho. E' Uefa, sicuro, magari il campionato non lo vinciamo già quest'anno, ma in uefa ci andiamo diretti. E siccome Donadoni è in tribuna metà dei nostri giocatori andrà a giocare in nazionale e vincerà gli europei prima e il mondiale poi.

Paro guadagna un rigore che l'arbitro non concede, quattro a zero virtuale e squadre negli spogliatoi.

Secondo tempo, calcio d'angolo, batte Leon, Borriello di testa la butta dentro, due a zero!
Neanche il tempo di fare un trenino in salotto cantando una samba, che l'arbitro ci butta fuori Rubinho. Ha toccato la palla con le mani fuori dall'area. Ma no! Non è vero! Voleva solo dimostrare che lui non ha pregiudizi nei confronti delle palle sporche di piedi degli avversari, oppure che sua nonna non gli ha mai regalato i guanti nuovi ma la cosa non lo turba! Non potete mandarlo fuori! E poi non è vero che ha toccato fuori area, era dentro, di poco ma era dentro. Sti cazzo di arbitri con la cataratta tutti a noi li mandano.

Vabbè, esce Leon ed entra Scarpi, punizione per l'Udinese, Scarpi non ci arriva, dueauno.

E mi sa che retrocediamo, perché questa squadra non può tenere testa agli avversari, si vede chiaramente che non siamo una formazione da serie A, e poi dai, Paro e Konko giocavano nel Crotone, Milanetto e De Rosa sono vecchi, Rossi non ce la farà ancora per molto, no no, retrocediamo già a metà campionato, Preziosi vende la società e finiamo in serie U a giocarcela con la Busallese.

Poi cartellino a Juric che cerca di ammazzare Quagliarella. A nulla valgono le spiegazioni del giocatore che tenta di giustificarsi con "è un ex doriano, sa, l'onda lunga del derby".

Entra Bega per Sculli, che va a dare delle ditate a Gasperini.

Gol dell'Udinese. No, fuorigioco. Però la difesa era andata per funghi. Comincia uno stillicidio davanti alla nostra porta, manca ancora mezz'ora, tutta la squadra è chiusa in area, quanto potrà durare prima che ci facciano il gol del pareggio?

Dopo dieci minuti di guerra in area il Genoa riesce a organizzare un contropiede, davanti c'è solo Borriello che fa quel che può, cerca di entrare, finisce a terra in area, e l'arbitro ci assegna quel rigore che ci ha negato prima, solo che prima c'era, stavolta secondo me no.

Giuliano va in terrazza, Borriello tira, gol, treauno! E la nazionale composta da soli giocatori genoani sarà la miglior nazionale di sempre, vincerà otto mondiali, quattordici europei, Gasperini otterrà la medaglia al valore e Genoa diventerà una parola del dizionario Zanichelli per indicare una cosa incredibilmente buona.

|noa
s.m. inv.
1a FO Prima squadra di calcio di Genova, passata alla storia per aver vinto tutto il vincibile, diventando sinonimo di successo e qualità straordinari: Bello come il G., E' bravissimo nel suo lavoro, quasi da G., Questo pranzo è da G.!

Solo che due minuti dopo l'Udinese la ributta dentro, aiutata in questo caso da De Rosa che si annoiava a stare lì fermo e ha alzato un ginocchio, deviando oltre le braccia lunghissime di Scarpi.

Giocheremo contro la Busallese già da febbraio, e perderemo quattro a zero.

Esce Borriello ed entra Papa Waigo, che dice che la partita deve finire con noi che festeggiamo e loro che si chiedono come mai, e appena entrato cerca il gol due volte, come tutti ci si aspettano che faccia dall'inizio del campionato. E' sveglio il Papa, stasera, e lo dimostra, anche se in campo ci sta troppo poco per poterlo giudicare. Io comunque ci credo, e alla fine applaudo anche lui.

E si perché alla fine l'arbitro fischia e il risultato è ancora 3 a 2 per noi, che contro la Busallese non ci andiamo a giocare, o se ci andiamo ci esce un pareggio due a due col nostro recupero agli ultimi minuti, perché il Genoa non è squadra che si arrende senza lottare.
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sabato, 01 settembre 2007
stelliniE così sei andato via.
Da qualche giorno il tuo nome era comparso insistentemente nella lista dei giocatori in partenza, ma io speravo ancora.
Mancavano poche ore di mercato. Sarebbe bastato qualche cavillo nel contratto, le bizze di tua moglie o che la penna avesse finito l’inchiostro e non si fosse riuscito a trovarne un’altra.. e allora saresti rimasto con noi, se non altro sino a gennaio. Te lo saresti meritato. Per lo meno io ne sarei stato contento.
E invece te ne vai a Bari.
Vorrei credere che è per la tua voglia di giocare, ma tu sei uno che se ne sta buono in panchina senza rompere le balle all’allenatore anche durante la partitella del giovedì, figuriamoci in serie A.
Vorrei credere che non è stata una questione di soldi, ma alla tua età per farti rimanere, la società avrebbe dovuto investire qualche centinaio di migliaia di euro di troppo. Magari prolungandoti il contratto o trovandoti un ruolo all’interno del Genoa diverso da quello di giocatore. Ma tu sei un professionista serio e non c’erano dubbi che avresti accettato il trasferimento ad un'altra squadra. E così le cose sono sistemate per tutti.
Ma io ci sono rimasto male, cavolo.
Ormai mi sono affezionato. E quando ci sono di mezzo i sentimenti non ci sono cazzi. Certe cose fanno male e non ci sono buone ragioni o belle parole che possano aiutare a smaltire la delusione. Solo il trascorrere del tempo potrà portare un po’ di sollievo al mio animo oggi a pezzi.
Io me lo immaginavo già.
Il Genoa che fa un campionato da salvarsi a stento, all’ultima giornata, di quelli come piacciono a me, da soffrire di brutta maniera. Partita da ultima spiaggia, di quelle da Genoa insomma, con tutti i difensori infortunati o squalificati. Gasperini disperato che a Pegli si gira e ti vede correre a testa bassa intorno al campo dove si allenano i tuoi compagni di squadra, quelli più bravi. E ci fa: “Cazzo, ma ho Stellini! Me ne ero dimenticato..” E ti mette in campo. Con la stessa speranza che ho io quando ti leggo nella formazione, che tu quel giorno lì sia in buona, diligente e ordinato come solo tu sai essere. E spera che le statistiche non prevedano per quella partita una delle proverbiali cappelle che ogni tanto ti scappano.
E già mi vedevo la pagella del lunedì successivo.
“Stellini: voto 6 e mezzo. Si fa trovare pronto. Anticipa puntualmente Ronaldo costringendo Ancelotti a sostituirlo con Inzaghi. Soffre la velocità dell’attaccante rossonero ma riesce alla fine a prendergli le contromisure, senza esitare, ogni tanto, di ricorrere alle maniere forti.”
E vorrei un po’ vedere, dico io!
Che se fossi stato un calciatore, sarei stato come te.
Di quelli che giocano in difesa perché tanto forti non lo sono, però stanno lì, non vanno in avanti e non mugugnano.
Di quelli mica tanto belli, che le veline se le sognano. Di quelli che all’allenamento non ci arrivano in Porsche.
Di quelli che in serie A non ci possono giocare, per la serie B possono andare bene ma in serie C fanno la differenza!! Te le ricordi due anni fa certe tue serpentine sulla fascia? Mi ricordo una volta che te ne sei scartati tre o quattro di fila e hai preso rigore. Che sembravi un fenomeno e non ci credeva nessuno che eri tu ad aver fatto quel numero. Ah! E visto che siamo nella fase delle reminiscenze, grazie per quel gol nello spareggio contro la Salernitana! Che non lo so altrimenti come sarebbe andata a finire..
Di solito ho una pessima memoria.
Nel caso dei calciatori del Genoa ho una facilità incredibile a dimenticare i nomi. Rimangono nella mia testa proprio quelli più importanti e famosi. Ma nel tuo caso non avere pensiero di essere dimenticato, quantomeno da me, perché metterò un’appunto da un’altra parte, più indicata per queste cose. E te lo prometto. Quando tra un bel po’ di anni, una televisione locale genovese, perché tu non sei uno da Sky, ti inviterà a commentare, da vecchia gloria, una partita del Genoa, mi basterà una tua mezza inquadratura per riconoscerti al volo e salterò su dalla sedia urlando: “Belin! Ma quello è Stellini!!”
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venerdì, 10 agosto 2007
Archiviate le amichevoli Genoa - Scapoli - Ammogliati, o Genoa - Associazione Mutilati (sebbene contro la prestigiosa Bocciofila Legnano sia anche riuscito a perdere due a zero), la squadra cui questo blog è dedicato affronta a Marassi una compagine di serie A. I tifosi non stanno più nella pelle, e affollano il Genoa Store per aggiudicarsi un biglietto.
Di Nord. Diciamolo, perché non esiste che si faccia fino a un'ora di coda due giorni di fila per poi vendere si e no diecimila biglietti, e quando vai allo stadio la sud e la tribuna sono quasi vuote. Ti tocca scoppiarti code chilometriche perché tutti vogliono il biglietto di gradinata nord, e perché la società è ottima a promuovere giocattoli, ma quando si tratta di Genoa si comporta come un ambulante alle prime armi: le lottomatiche sono sprovviste, i fax per la delega non funzionano mai, e se hai delle lamentele da fare ti conviene aggregarti a qualche squadraccia ultrà e aspettare il figlio del presidente all'aeroporto, sennò non c'è verso.

Chiusa la parentesi polemica torniamo alla partita, che ieri mi sono trovato una posizione centrale nei distinti e ho potuto seguire le fasi di gioco al meglio, o più o meno, via.

Cominciamo subito bene, i giocatori entrano e invece del consueto inno parte una bella riga di insulti al nuovo allenatore del Torino, per la prima volta a Genova come avversario.
Borriello riceve una palla e prova a buttarla dentro al volo, non ce la fa, ma tutti a dire "Eh però, 'sto Borriello..". Neanche il tempo di prendercela un po' con Di Vaio che sta laggiù a dormire, che Papa Waigo ti parte sulla fascia, scarta questo e quell'altro e la spara dentro. Unoazero, pubblico innamorato di questo fenomeno, "Ma chi ci ha comprato!", "Ma hai visto che roba!". In effetti il primo tempo potrebbe intitolarsi Papa Waigo - Resto Del Mondo, è dappertutto, lo vedo davanti a crossare, in mezzo a passare lungo, dietro a difendere..
Poi qualcuno mi fa notare che quell'altro è Konko, sto facendo confusione, e la bravura del giocatore mi viene drasticamente ridimensionata.
Anche così è una spanna sopra gli altri, fa un gioco straordinario, prende le palle alte, crossa al millimetro, scatta che sembra Lazetic di due anni fa, non quello di adesso che è una pippa, e a un certo punto mette una palla a Di Vaio da centrocampo talmente
perfetta che il pubblico giura in massa che il primo senegalese che incontra in spiaggia lo fa ricco. Di Vaio, di suo, ci prova, e spara una bordata tremenda di prima intenzione, ma la manda fuori di poco.

Facciamo un passo indietro, perché prima della cannonata di Di Vaio, quando ancora il nostro eroe se ne stava sulla fascia sinistra a giocare a sudoku, Konko ha crossato rasoterra e Borriello non se l'è fatto ripetere due volte, due a zero. Marassi ulula, Novellino anche, ma per ragioni diverse.
Fa un paio di cambi, e la porta genoana comincia a ricevere delle visite, sebbene Rubinho non permetta a nessuno di entrare, ci ha appena lavato, se volete passare dovete aspettare che asciughi.

Ecco, ora arriva il missile di Di Vaio, poi c'è un angolo, e Konko ci fa il terzo regalo. Va bene, il Torino è archiviato, facciamo che se gliene buttiamo dentro ancora un paio ci vale come partita di campionato? Si può? Tanto non sembra che finire cinque a zero sia un obiettivo così difficile, in campo ci siamo solo noi..
E dovevo stare zitto, perché qualcuno dei loro la tira là, e qualcuno dei nostri, quello che già ci aveva fatto pareggiare a Piacenza quando stavamo vincendo, obbligandoci a giocare l'ultima col Venezia coi risultati che sappiamo, la devia dentro. Treauno. Pazienza dai, può capitare a tutti di trovarsi in traiettoria.
Ci rifacciamo subito spedendo Borriello a quasi segnare, e andiamo in pausa caffè.

Al rientro ci si rende conto che Juric non deve averne bevuto, o forse a lui fa un effetto diverso, perché lascia passare Grella, che fa il treadue. E qui Gasperini, forse per omaggiare la storia delle due squadre centenarie presenti in campo, ripercorre le vicissitudini dei rossoblù, sostituendo uno dopo l'altro gli elementi validi con giocatori non all'altezza della situazione, e piano piano il gioco scivola in C1.

Sculli e Leon giocano come al solito (Vabbè, Sculli chi lo ha mai visto? Diciamo che gioca come al solito sulla fiducia), il che, parlando di Leon non è un complimento: è ancora innamorato del pallone, si scarta da solo, e quando arriva davanti al portiere con un numero da giocoliere, la spedisce in gradinata. Poi batte un angolo così forte che si sente rimbombare il colpo sul pallone: PEMM! Lontanissima.

Di Michele, autore della rete del pareggio, ci ha preso gusto, e tutto solo si avvicina al portiere, lo scavalca, e la mette in porta mentre i giocatori avversari inseguono l'arbitro per convincerlo che era fuorigioco. Da treazero a quattroatre, il pubblico non gode più, meno male che è solo un'amichevole, o ci sarebbero già dei morti in tribuna. Giusto per scongiurare il pericolo arriva Sculli, che da una mischia in area tira fuori il gol del quattro pari.

Si va ai rigori, ma dato che non abbiamo rigoristi buoni, e che le regole le decidiamo noi, ce la giochiamo agli shoot out, un attaccante parte da fuori area e si scarta il portiere. E vinciamo.

Ultima annotazione, ho letto che in tribuna c'era la fidanzata di Borriello, e sono andato a vedere su internient chi fosse. Poi ho chiuso la pagina perché nella prima che ho trovato c'erano le foto del suo calendario, e stavo per sentirmi male.

Ci vediamo a ferragosto.

domenica, 05 agosto 2007
GenoA 2007 - Ponte Caffaro

Con giusto un mesetto e quattro giorni di ritardo pubblico la foto del bandierone-promozione di ponte Caffaro.

Purtroppo quando ci passavo di giorno non avevo mai la macchina fotografica con me, perciò il meglio che sono riuscito a fare è questa foto buia.

Mi sembrava che valesse comunque la pena come testimonianza.

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