martedì, 15 aprile 2008

Ora, non che io voglia mettere pulci nelle orecchie di nessuno, e alimentare speranze che probabilmente non ci sono, e che a ben guardare sarebbero anche contropriducenti, che andare in Europa bisogna equipaggiarsi sennò si va a buscare del freddo, ma se anche volessimo limitare i nostri obiettivi a un sacrosanto sorpasso su un'altra squadra ligure che milita nello stesso nostro campionato, ecco che il calendario sembra darci qualche ragione di credere che la cosa sia in fondo abbastanza alla nostra portata.



E' vero che quella squadra di cui sopra sta conducendo un campionato da levarsi il cappello, e che anche gli scontri con avversarie di prestigio potrebbero riservare sorprese spiacevoli, ed è altresì riconosciuto che le partite in cui dovevamo portarci a casa il bottino pieno sono spesso finite male o malissimo, ma giusto per capire di cosa si sta parlando, ecco le ultime partite che andremo a giocare di qui alla fine.



Ricordiamoci che al momento ci sono 7 punti, e che nel girone di andata queste partite ce ne hanno fruttati 5 di più rispetto a loro.



Buoni sogni a tutti.


























Siena - Genoa Queglialtri - Udinese
Genoa - Empoli Fiorentina - Queglialtri
Parma - Genoa Queglialtri - Roma
Genoa - Lazio Palermo - Queglialtri
Atalanta - Genoa Queglialtri - Juventus

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domenica, 17 febbraio 2008

eh pazienza..

fa niente dai

in fondo ci sono cose più importanti..

guardiamo avanti con rinnovata speranza

 

domenica, 17 febbraio 2008

Non so se essere più incazzata, più avvilita o più depressa....e voi?....

Per stasera, niente calcio, commenti, dopo-partita, moviole ed interviste....nulla di nulla. Stop.

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domenica, 30 dicembre 2007
Copioincollo da TMW. Dichiarazione della settimana scorsa, ma comunque interessante e non priva di soddisfazioni.

Inter, Mancini: "La mia rivale? Il Genoa"
Parlando dell'imminente derby di Milano, l'allenatore dell'Inter Roberto Mancini ha dichairato di non sentire troppo il peso della rivalità coi rossoneri... "Non ho rivalità con il Milan, semmai ce l'ho con il Genoa - le sue parole -. Non l'avevo neanche con la Roma quando allenavo la Lazio". Mancini ha anche aggiunto: "Rispetto ai derby passati, per noi c'è un po' più di tranquillità, ma resta comunque una sfida particolare, non come le altre".


Beh, visto l'onore concessoci da Coso e visto anche il particolare periodo dell'anno, anche io mi sento di onorarlo dedicandogli una cartolina natalizia un po' vintage ma molto pertinente....

Natale è già passato, quindi buon anno al Genoa, ma soprattutto a tutti i Genoani.

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lunedì, 29 ottobre 2007
Problemi a gestire lo spogliatoio?
Difficoltà a organizzare i cambi?

Metti anche tu in rosa
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L'unico giocatore che si sostituisce da solo!

ANTONIO CASSANO è un prodotto banner rumente


venerdì, 28 settembre 2007
La notizia l'ho trovata su un forum di tifosi napoletani, quest'articolo invece è tratto dal sito del Corriere. Riguarda l'ex allenatore della Ciclistica Bogliasco, sorpreso a rendersi ridicolo come il suo solito. Il problema è che da allenatore dei Patetici questa capacità era intrinseca all'incarico, gli bastava presentarsi con quelle righe addosso, ora che allena il Torino la cosa è più complicata..


Novellino (LaPresse)
Novellino (LaPresse)
MILANO
- È proprio vero che nel calcio non s'inventa nulla. C'è sempre qualcuno che l'ha fatto prima di te. Ad esempio, nel mondo del pallone, i panni sporchi non si lavano in casa e nemmeno in lavanderia. Non si lavano proprio, perché i cesti per i panni sporchi servono a trasportare gli allenatori squalificati. È successo a Parma, l'altra sera, con Walter Alfredo Novellino, la spia che venne nel cesto. Il tecnico del Torino, ha ricevuto dal giudice sportivo una multa di 10 mila euro «per essersi introdotto, pur essendo squalificato e in violazione del divieto di cui all'art. 22 comma 7 Cgs, prima dell'inizio della gara, nello spogliatoio riservato alla propria squadra, permanendovi nel corso del primo tempo e uscendone nell'intervallo, presumibilmente nascosto in un voluminoso contenitore utilizzato dal magazziniere per il trasporto degli indumenti di giuoco dei calciatori».

Ci sono due aspetti meravigliosi di questa storia. Il primo è l'uso della parola «giuoco». Sono rimasti in tre, ad usarla in Italia: il giudice sportivo, la Federazione italiana «giuoco» calcio e Silvio Berlusconi. Il secondo è che Novellino sostiene di non aver usato il trucco del cestone. Ammette solo di essere «passato» prima della partita a consegnare dei foglietti con le ultime istruzioni (anche questo non l'avrebbe potuto fare) per l'uso e poi se ne sarebbe andato in tribuna. Il terzo è che Novellino ha un illustre precursore: Josè Mourinho. Lo spigoloso portoghese, nel 2005, in occasione del quarto di finale di Champions League tra Chelsea e Bayern Monaco, era sospeso per due turni a causa delle intemperanze nella sfida col Barcellona (accuse all'arbitro Frisk). Eppure si infilò in un cesto della biancheria e si piazzò nello spogliatoio dove rimase per tutta la partita comunicando via cellulare e con «pizzini» con i giocatori. La differenza tra i due? Il controspionaggio. Novellino nel cesto è stato denunciato da qualcuno, mentre la storia di Mourinho è venuta fuori nella primavera del 2007, dopo due anni. Forse perché Mourinho giocava in casa e Novellino fuori. Comunque, se è vero che i panni sporchi non si lavano più in casa, in giro trovi sempre qualcuno che non si fa gli affari suoi


giovedì, 02 agosto 2007
E' che un giorno sono lì in edicola a guardare tra le ultime uscite delle riviste porn... di giardinaggio che ti becco un adesivo, piccolo piccolo, quasi nascosto nel retro di un'anta laterale.

Che lo so, pare brutto prendersi gioco di un difetto fisico. Che insomma ci sono metodi più sofisticati per ridere delle rumente, piuttosto che attacarsi a un umorismo appena meno volgare di Pierino che si dà fuoco alle scorregge.

Però a me 'sto adesivo m'ha fatto sghignazzare. Sarà il disegno, oppure che sono di buon umore. Però non riesco a non chiedermi anch'io
MA DOVE CAZZO GUARDA MAROTTA?

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martedì, 17 luglio 2007
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Lo so, normalmente gli strani casi dell'inspecteur Renzè sono una prerogativa del blog delle Capperosse ma il caso è talmente intricato e di difficile soluzione che solo la preziosa collaborazione dell'inspecteur potra portare la verita a galla..



A galla perche domenica scorsa nel bel mezzo della laguna di Venezia, poco prima dell'isola di S.Francesco del Deserto (come poi ci possa stare un deserto su di un isola verdissima in mezzo ad una distesa di acqua salmastra questo è un altro mistero..) Esposta in bella vista su di una base di vogatori ecco che noto...







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La vedeta sventolare? La bandiera della Zampeturia?!?!?



Ora le spiegazioni possono essere molteplici, o Garrone ha deciso di investire in uno sport molto piu remunerativo e ricco di soddisfazioni come la voga..oppure Mazzarri dopo la scherma ha deciso di applicare in campo le tecniche portentose della voga veneta..magari pensando visto che è una squadra che fa acqua da tutte le parti...Inspecteur solo il suo aiuto potrà portare la luce su di un caso cosi complicato...
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sabato, 14 luglio 2007
Ieri sera concerto di Giuliano Palma e i Blue Beaters all'Arena del Mare, al Porto Antico.
E voi mi direte, ma che c'entra col Genoa? C'entra, perché a fine concerto il cantante, nel ringraziare il pubblico, ha esclamato "Bentornati in serie A!", ed è partito l'applauso. Ochei, anche qualche fischio sporadico, ma la maggioranza di tifosi soddisfatti per l'uscita di Giuliano era schiacciante.

Qualcuno ha lanciato un coro che a dire il vero non c'entrava granché, invocando quella "Milano in fiamme" che il frontman ha gradito poco, trattandosi della città in cui vive, ma ha ribattuto con ironia, e la cosa è finita lì. Ha ancora buttato là un "Forza anche alla Zampeturia", giusto per par condicio, e ha ricordato le proprie origini napoletane, celebrando così anche l'altra neopromossa.

Balletti sul palco fra i componenti della band, saluti, ma mentre stanno per sfilare via, Giuliano Palma si rivolge a qualcuno in prima fila:

"Cosa c'è? Perché sei incazzato? Non voglio gente incazzato alla mia festa"

La risposta dell'interlocutore non l'abbiamo sentita, essendo lontani, ma l'ha riassunta direttamente lui, quando gli ha detto "Ma guarda che l'ho detto, ho detto anche -Forza l'altra squadra di Genova-, sei tu che non hai sentito", poi, dato che questo non era evidentemente soddisfatto, gli ha aggiunto "Ci stai facendo una figura di merda, io l'ho detto. E poi cazzo vuoi, già ti sto cagando, mi sembra che dovresti essere contento, cosa continui a rompere le palle?". Insomma, questo tizio fra il pubblico si è offeso a morte per l'uscita di Palma, e non ne voleva sapere di farla finita, tanto che alla fine si è beccato anche una rispostaccia.

Finito il concerto, stiamo sfollando, e ci supera una coppia con l'espressione corrucciata. E sentiamo lui che fa "Sarebbe bastato che dicesse Forza Genoa e forza Zampeturia, chiudeva con eleganza ed eravamo tutti contenti".

Non c'è niente da fare, il ritorno in serie A  del Grifone sta mettendo in crisi gli appassionati di ciclismo, che vedono allontanarsi quel poco di visibilità già traballante che avevano conquistato come unica squadra ligure in massima serie.
Oppure, più semplicemente, è il loro perenne complesso di inferiorità che viene fuori. Ma io mi chiedo, come fa un tifoso di una squadra che è sempre stata più forte, ammettiamolo, sentirsi inferiore? La maggior parte dei derby l'hanno vinta loro, in classifica li abbiamo quasi sempre avuti davanti, noi ci siamo dibattuti nella melma con presidenti più che discutibili, mentre loro hanno sempre potuto contare su società solide, casomai dovremmo essere noi a sentirci inferiori, no?

No, perché alla fine, e questo lo sappiamo noi, ma soprattutto se ne rendono conto loro, a Genova la passione per il calcio ha poco a che vedere col dare delle pedate a un pallone. E' un sentimento che travalica i risultati sul campo, fino a toccare quelle corde più vicine al cuore, che ti portano a considerare i colori della tua squadra come una specie di ideale da perseguire. "La stella che vogliam" ne è l'esempio, non si sogna di raggiungerla come obiettivo fine a sè stesso, è la rappresentazione di quell'ideale che ogni tifoso si porta dentro, una sorta di giustificazione a tanto affetto.

E poi ci sono gli altri, quelli che basta vincere domenica, che ti guardano e non capiscono, e quando un cantante non li chiama per nome uno a uno per dire loro che si, dai, siete bravini anche voialtri, si offendono e piantano su un casino.
Non è una questione di gol segnati, ne avete da fare di strada per diventare come noi..
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mercoledì, 27 giugno 2007
Il nostro capitano è un cocainomane

Il nostro capocannoniere se n'è andato

Il nostro presidente ha le braccia corte

Il nostro direttore sportivo guarda lontano

I nostri tifosi disertano alla minima difficoltà


Coraggio, anche quest'anno è partita la campagna abbonamenti!

campagna abbonamenti
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