domenica, 09 marzo 2008

we can do it


"Ho letto da più parti che la squadra di Ranieri arriverà per vincere a tutti i costi. Dovrà però fare una grande partita. Anche perché troverà un ambiente compatto, poco incline a recepire polemiche sugli arbitraggi. Noi non ci siamo mai lamentati. Neppure all'andata, dopo un rigore non dato e un gol non convalidato. E intendiamo proseguire su questa strada. A Torino fu una gara equilibrata, giocammo meglio la ripresa. Noi e il pubblico saremo una cosa sola, in una partita che per noi vale la salvezza"


Giampiero Gasperini


 


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16
giovedì, 28 febbraio 2008
- Papà, ma quand'è che Borriello è diventato capocannoniere superando anche Trezeguet?

- Proprio in questo momento qui.


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domenica, 17 febbraio 2008

eh pazienza..

fa niente dai

in fondo ci sono cose più importanti..

guardiamo avanti con rinnovata speranza

 

sabato, 16 febbraio 2008

Sono stata calma tutta la settimana....

Ora comincio a non reggere più la tensione.

Attendo una parola di conforto, baldi compari di mille tribolazioni ....

Tutti alla Nord, miei prodi! (porterà mica sfiga miei prodi?....)

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domenica, 03 febbraio 2008

Uscite le convocazioni per l'amichevole del 6 febbraio. Borriello è fra i convocati, finalmente un Grifone torna a vestirsi d'azzurro.

Cassano invece se lo mena. Toh.

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lunedì, 14 gennaio 2008

Pranzo rituale da mia mamma, come ogni domenica in trasferta. E anche stavolta pare ci tocchi sopportarci il vicino di sopra, sordo e rincoglionito come pochi, e pure dispensatore di sfiga, che tutte le volte che viene a guardare la partita con noi perdiamo.

Vabbè, tanto la prima partita dopo le feste non è mai una festa, e questa Lazio me la dice male.

Comincia il collegamento, e succedono due fatti interessanti, il primo è che il vicino di sopra non si è ancora visto, il secondo è che i tifosi laziali si sono appena accorti che Mudingayi è negro, e con uno stratagemma l'hanno azzoppato durante il riscaldamento, così che l'allenatore è obbligato a cambiare schema di gioco.

La novità non sembra impensierire il presidente della Lazio, Lotito, che viene inquadrato in tribuna, seduto composto e silenzioso.

Comincia la partita, primi dieci minuti e già la palla si è trovata davanti a Rubinho un paio di volte, e se non fosse che Rocchi è sceso in campo con le infradito saremmo già sotto di un gol. Non ci siamo, e si che il vicino di sopra non si è ancora visto!

Il pubblico rumoreggia, il presidente Lotito osserva impassibile. Borriello serve Juric una palla splendida, ma lui la tira addosso al portiere. Lotito non reagisce.

Al 22° arriva il gol, come al solito lo prendiamo su palla inattiva, Rubinho fa per respingere e scontra Borriello, arriva Mauri e non ci sta a pensare. Si mette male. Solo Lotito non sembra reagire all'improvviso vantaggio, se ne sta lì seduto con l'espressione serafica. Dimostra dei nervi d'acciaio, non c'è che dire.

Intanto la partita va avanti, Sculli fa una rovesciata in area alla Holly & Benji, ma la mette fuori di poco. E per il primo tempo non c'è altro.

Al fischio dell'arbitro mia mamma suggerisce di andare a vedere se il vicino è ancora vivo. Decidiamo che se scopriamo che è morto ci tocca smettere di guardare la partita. Ci andremo alla fine, tanto se è morto non è che peggiora.

Ripresa, Genoa più aggressivo. Milanetto viene colpito da un proiettile vagante partito da un magazzino di libri di Dallas il 22 novembre del '63, ma c'è da considerare che stava già scivolando su una buccia di banana a causa di un forte colpo di vento che lo ha sbilanciato mentre gli calava la pressione e aveva un improvviso capogiro. Comunque è colpa dell'avversario, perciò è rigore.

Borriello non sbaglia, e dalla tribuna Lotito scivola un po' a destra, sebbene la sua espressione non cambi.

Quattro minuti, punizione di Milanetto, Borriello mostra la sua imitazione dello shuttle al decollo, si alza quei tre quattro metri e da una zuccata alla palla che piega le mani del portiere. Due a uno incredibile! Delio Rossi, che a inizio partita sembrava un barbone del Massoero, ha assunto le sembianze eteree di un ectoplasma. Solamente Lotito, inquadrato in tribuna, non ha perduto il suo aplomb, e se ne sta la, un po' inclinato sul sedile, con uno sguardo indecifrabile.

La partita si scalda, entrate a gamba tesa e sciabola fra i denti, Pandev prova a ripetere il trucco di Milanetto e cade in area, ma l'arbitro non si fa fregare, non si vedono bucce di banana intorno, la banderuola segnavento indica che non ci sono stati colpi d'aria, Lee Harvey Oswald è stato arrestato e non può avere sparato ancora, e l'esame del sangue al giocatore mostra che i suoi livelli di zuccheri sono ottimali. Lo ammonisce per simulazione. I tifosi laziali gridano ogni insulto conosciuto al loro presidente, che li affronta con la propria presenza autoritaria, seduto in tribuna, immobile e silenzioso come un manichino.

Rubinho fa un'altra cappella, ma i difensori lo salvano; dalla parte di là la squadra è implacabile, assalta l'area laziale con ogni mezzo, addirittura Rossi compie un gesto innaturale e tira in porta. Gasperini decide di chiudersi dietro, che sente corrente ed è già senza voce, e così blindata la squadra aspetta il fischio finale per celebrare una vittoria all'Olimpico che mancava da 49 anni.

Dopo la partita i giocatori si stringono la mano in quella cagata che è il terzo tempo, e piano piano il pubblico sfolla.

Verso sera due inservienti vanno in tribuna a rimuovere Lotito.

domenica, 13 gennaio 2008
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categoria:emozioni

domenica, 16 dicembre 2007
Si, tre anni fa, quando Tosto giocava dalla nostra parte, ero appollaiato su una di quelle gradinate pericolanti che con le nuove leggi sugli stadi avrebbero dovuto sparire e invece son sempre lì. Avevo anche una bandierona del Ghana per omaggiare Mimmo Gargo, e da qualche parte sono stato anche fotografato mentre la sventolavo.
La squadra in campo quella volta là aveva fatto cagare, servivano i tre punti contro la diretta concorrente alla promozione, ma i giocatori erano addormentati, non ci mettevano il minimo impegno, alla fine uno zeroazero era andato bene a tutti, tranne a noi tifosi incazzati, che avevamo fischiato squadra e allenatore, Cosmi, che si era pure offeso.

Oggi me ne sono stato al caldo sul divano, in una delle giornate più fredde dell'anno, a guardare i nuovi undici farsi venire un accidente sotto un vento pauroso. Allora si era verso la fine del campionato, e la temperatura era molto più mite.

Purtroppo, sarà il campo, sarà la sfiga, sarà l'atteggiamento dei giocatori che quando indossano questi colori perdono entusiasmo, anche oggi l'incontro è cominciato sottotono. Va bene, avevi il vento contro e faticavi ad allungare la squadra, ma credo che se anche fossero stati vestiti con tute aderenti alla Diabolik il risultato non sarebbe cambiato. E le cappelle in difesa avevano poco a che vedere col clima, un palo dopo un minuto e mezzo, l'altro alla mezz'ora, il gol stupido, ma stupido, per colpa del secondo difensore più brutto della storia del calcio dopo Mirko Conti, sono da addebitare solo alla squadra. Non mi sento neanche di incolpare l'allenatore, sebbene la formazione presentata da Sky a inizio partita mi avesse fatto mormorare "Gasperini ha intrapreso la via dell'alcolismo".

Ma restiamo al gioco, che fra la squadra in campo e la regia di quella merda di pay-tv ho passato un paio d'ore surreali come non mi capitava da quando mi tiravo le storie con Wonder Woman.

C'è un'azione? Sky fa passare il replay degli ultimi venti minuti di gioco. Battono una punizione? Ecco un bel primo piano della panchina sotto le coperte. I calci d'angolo erano tutti interpretabili dagli sguardi partecipi dei vecchietti congelati in tribuna, se sgranavano gli occhi poteva voler dire che qualcuno era andato vicino al gol, se restavano impassibili che il tiro era stato preso dal portiere. Oppure che gli spettatori in questione erano già morti.
A un certo punto ho controllato sul contratto se mia madre avesse sottoscritto il pacchetto Sport o quello Villa Serena.

Il secondo tempo ha mostrato da un lato un Genoa più arrembante, dall'altro che la fantasia di Gasperini non conosce limiti (o che la panchina è diventata caldissima da un po' di tempo), più si avvicinava il triplice fischio più gli attaccanti davanti alla porta di Balli si moltiplicavano.
Esce Konko per Leon, poi Rossi per Figueroa, poi Santos passa a centravanti. Mancava che schierassimo due difensori a coprire lo specchio della porta dietro Rubinho, e tutti gli altri in area avversaria, in un 2 - 8 che avrebbe fatto discutere a lungo i giornalisti sportivi.

Dai e dai, giocare a cinque punte ha la meglio sui giocatori dell'Empoli, che non è comunque una gran squadra, e arriva il gol del pareggio. E chi lo segna, con tutti quegli attaccanti? Un terzino, ovvio.

Le considerazioni finali cominciano tutte con vaf, ce n'è per tutti, per l'arbitro che ci ha negato un rigore e ha mostrato più lui il cartellino che Alessia Merz le tette, per Sculli che anche stavolta si è mangiato un gol fatto, per Gasperini che ha tenuto Leon in panchina per mezza partita, per Sky che se in cabina di regia ci mettesse il mio cane otterrebbe risultati migliori, e il mio cane è cieco da un occhio.

Però Figueroa mi è piaciuto, se si trova il modo di tenerlo in campo senza sacrificare il nostro uomo migliore può farci dei bei regali.
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domenica, 04 novembre 2007
Dal nostro inviato
allo stadio:
il Dott.Hardla

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domenica, 30 settembre 2007
Eh si, dai, io una vittoria così non me l'aspettavo più, mi pareva l'ultima di campionato lo scorso giugno, con le squadre a buttarla avanti senza infierire più di tanto, in attesa del fischio finale.
Anche se a dire la verità il Napoli ci ha provato per tutta la partita, mentre noi siamo stati lì a fare catenaccio. Un po' troppo catenaccio.

Ma andiamo per ordine.

Lo stadio è vuoto, neanche un tifoso sugli spalti, sebbene quella bottiglia gigante di acqua Lete dietro la bandierina dell'angolo si agiti un po' troppo sulle azioni dei padroni di casa. E se vogliamo dirla tutta la stessa bandierina del calcio d'angolo presenta un paio di braccia di troppo, che si agitano e stringono cornetti. L'unico settore affollato è la tribuna d'onore, col presidente del Napoli, gli amici del presidente, i cugini degli amici, gli amici dei cugini degli amici, e alcuni infiltrati non meglio identificati. Alla fine la tribuna d'onore è esaurita, e sbraita come mezzo stadio.

Fischio d'inizio, le due squadre sembrano impostare una partita equilibrata, il Napoli fa un paio di interventi innocui, ma sull'affondo di Leon Borriello è proprio lì per buttarla dentro. "Eh no, aspetta, qui se c'è un napoletano che la butta dentro quello devo essere io!", reagisce Cannavaro, e anticipando l'attaccante segna il gol dell'unoazero. Il fatto che lo segni nella porta sbagliata è un dettaglio che personalmente considero insignificante.

Riprende la partita, Leon è ancora lì a mettere palle incredibili, ne passa una a Danilo, che due ottime partite di fila non le può fare per contratto, e dato che oggi fa numero la tira alta.
Ma la squadra c'è, il Napoli non sembra propore un gioco pericoloso, tranne per quei due attaccanti fortissimi è abbastanza gestibile.

Uno dei due attaccanti fortissimi, quello che per un breve periodo è stato nostro, dimostra di poter fare quel che gli pare in area, e si infila e tira con una disinvoltura raggelante.
Bovo non glielo lascia fare, ma in un modo che l'arbitro considera falloso, e lo ammonisce.
Punti di vista, secondo me agguantarlo, buttarlo per terra e prenderlo a calci in faccia non è sempre fallo, ci possono essere delle eccezioni.

Lavezzi sopravvive, riprende palla e torna all'attacco. Lucarelli estrae una Glock 9mm e gli spara in un occhio. E' giallo, secondo me molto discutibile.
A questo punto manca che si faccia ammonire solo De Rosa, ma è sufficiente che Lavezzi riprenda palla, tanto è sopravvissuto anche a questa.

Il Genoa si è involuto, fatica a superare la metà campo, Juric teme che tutti i difensori si facciano ammonire, e investe Lavezzi con un tagliaerba recuperato in un magazzino del campo. Niente da fare, Lavezzi sembra indistruttibile, e verso il 35' di gioco tira un siluro di prima che fa il pelo alla traversa. Forse infilandogli una bomba a mano nelle mutande..

Il Genoa non costruisce più niente, sta in difesa e aspetta che l'avversario si scopra. Per ingannare l'attesa De Rosa prova a spaccare una caviglia a Lavezzi, che sembra fatto di pongo.

L'ultima azione prima del fischio è di Borriello, che non conclude, ma dimostra la solita caparbietà. Non è ancora generoso e rapido come Di Vaio, ma fa il possibile per eguagliarlo.

..Si capisce che sono sarcastico, vero?

Secondo tempo. Danilo tocca una delle poche palle e la serve bene a Borriello, che si inventa una rovesciata. Niente da fare, contropiede del Napoli, indovina chi scappa e arriva davanti all'area?
Per fortuna durante l'intervallo le riserve genoane hanno approfittato dell'assenza del pubblico per scavare una buca e coprirla con delle frasche. Lavezzi ci cade dritto dentro, ma neanche le punte avvelentate sistemate sul fondo sembrano danneggiarlo.

Zalayeta vuole dimostrare di essere lui l'altro attaccante fortissimo di cui parlavo prima, e fa qualche bel numero, ma la difesa quest'anno ce l'abbiamo veramente forte.
Per esempio quando Lavezzi, ormai ridotto a uno scheletro metallico, cerca di infilarsi in area per andare a sparare a Sarah Connor, ci si mettono in due per fermarlo, lui va in terra e l'arbitro assegna un rigore.
Gasperini si incazza come una belva, prende Coppola per una caviglia e se lo fa roteare sopra la testa, saltando nella panchina avversaria, alla ricerca di Reja.

Nel frattempo Domizzi porta il Napoli sull'unoauno, e la partita riprende.
Gasperini decide di correre ai ripari, ed effettua una sostituzione. Chi uscirà? Juric che francamente sta facendo cagare? Danilo che non ha praticamente toccato palla? Paro o Milanetto, che svolgono un ruolo pressochè analogo?
Leon. Uno dei migliori in campo.
Io e Giuliano ci guardiamo perplessi. Anche il Subcomandante si gratta la testa e dice che lei Gasperini non lo capisce.
Entra Sculli. Scullii?? Tutti e tre ci chiediamo per quale misteriosa ragione il nostro allenatore abbia tolto un giocatore veloce e fantasioso per metterne uno lento e prevedibile, ma si vede che lui sa qualcosa che a noi sfugge.
Oppure quando è saltato nella panchina del Napoli brandendo Coppola come una mazza ferrata ha ricevuto una botta in testa che l'ha rintronato.

Entra anche Coppola, roteare addosso alle riserve avversarie l'ha caricato a dovere. E speriamo che trasmetta la stessa grinta ai compagni, che in campo sembrano una coltivazione di gerani.
Esce Milanetto, non è stata una partita memorabile per lui.

Dalla parte di là entra Sosa, che sfoggia una pettinatura invidiabile, se sei un ritardato cieco.

Hamsik, un ragazzino segaligno coi capelli a spazzola, tira una mina che Scarpi salva per un pelo. Calcio d'angolo battuto da Lavezzi, ormai ridotto a un ammasso di carne sanguinante. Anche il cronista lo dà per defungente, e ci si aspetta di vederlo abbandonare il terreno di gioco da un momento all'altro.

E infatti si scalda Calaiò.

Intanto Konko fa vedere che lui la partita la vorrebbe anche vincere, e prova a venire avanti, inutilmente. Anche Borriello si fa trovare da solo in area, ma i suoi compagni dicono che hanno paura e la mamma ha ordinato loro di non allontanarsi, e nessuno va ad aiutarlo.

Entra Calaiò, ma a sorpresa esce Zalayeta. Lavezzi si è mangiato le superspagnolette e ha ripreso energia.

Il Genoa avanza timidamente, Danilo e Borriello si passano un bel pallone che finisce agli avversari, Sculli la tira nei piedi del portiere. A casa inveiamo contro quel palo di Sculli, che si sta rivelando un giocatore inutile, fermo e privo di iniziative, e continuiamo a chiederci perché sia entrato al posto di Leon.

A cinque minuti dalla fine altra polemica innescata dall'inserimento di Papa Waigo per Danilo. Coro di "potevi farlo entrare prima", e inevitabile "ma quel cazzo di Sculli cosa ci sta a fare?". Qualcuno si sbilancia con un "Sculli non è un giocatore di serie A".

Poi Borriello prende palla, la tiene in un modo che secondo me in panchina Di Vaio si è alzato ed è andato a pugnalarsi per la vergogna, e la serve in area, dove staziona Papa Waigo, pronto a colpire. Il portiere lo sa che il senegalese è pericoloso, e lo tiene d'occhio, ma così facendo non vede arrivare Sculli, che di testa da lontano la sbatte contro l'interno del palo, ed è il 2 a 1 finale.

"Belin Sculli!", "Che gran giocatore Sculli!", "Sculli migliore in campo!", "Sculli presidente!", le lodi per l'attaccante si sprecano nel salotto di casa. "Io ve l'avevo detto che questo giocatore poteva cambiare la partita!", dice uno. "Che intuizione Gasperini a farlo entrare!", ribatte l'altro.

L'arbitro fischia tre volte, siamo tutti contenti, compreso l'allenatore che loda il gioco della sua squadra.
Non ha tutti i torti, sul vantaggio si è chiusa e lo ha amministrato, ma sul pareggio ha aspettato troppo, rischiando di perdere due punti preziosissimi, e adesso non ci venga a parlare di contropiede calcolato, perché è una mussa. Vorrei vedere il Genoa di mercoledì, se poi perde pazienza, ma vorrei vederlo giocare sempre così.

Comunque polemiche a parte siamo sempre davanti ai ciclisti, e adesso pure al Milan, e va benissimo così.
urlato da spassky alle ore 19:02 | Permalink | commenti (8)
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