domenica, 20 gennaio 2008
Stasera ero a cena fuori, dopo la partita. Mentre uscivamo la televisione stava trasmettendo le immagini di Fiorentina-Torino, così ci siamo fermati ad aspettare il servizio sull'altro anticipo, il nostro.
Visti i gol, cominciava l'intervista all'allenatore viola, e siamo usciti. In fondo abitiamo abbastanza vicini, dieci minuti al massimo da casa. Abbiamo visto giusto, accesa la tele di casa nostra è comparsa la facciona di Novellino che recriminava l'ennesimo furto. Tempo totale del servizio su Fiorentina-Torino: 20 minuti.
Comincia Genoa-Atalanta: mostrano i gol (una volta ciascuno), mostrano la rete annullata dai bergamaschi, una battuta di Del Neri, finito. Tempo totale: 3 minuti.
Parlano della B, mostrano i gol, e poi ci propinano un'intervista all'allenatore della Roma, che giocherà domani.
Non ho visto il seguito, sono andato sul sito di Rai Sport e ho scritto una lettera al direttore, che non servirà a niente, ma almeno mi ha permesso di sfogare la mia frustrazione.
Che una trasmissione sportiva privilegi le squadre in testa alla classifica, dando loro più spazio che ad altre, posso capirlo, ci sono questioni di audience da rispettare, ma quando un sabato come oggi si giocano solo due partite mi aspetterei di vedere due servizi quantomeno esaurienti. Purtroppo la televisione che stavo guardando non aveva accesso a Sky, e ho dovuto accontentarmi della rete nazionale.
Dopo un ampio spazio dedicato a Fiorentina-Torino, in cui abbiamo potuto assistere a moviole e interviste, opinioni degli ospiti e quant'altro, la fetta di trasmissione dedicata a Genoa-Atalanta si è limitata a una carrellata sui gol e una battuta di Del Neri. Cos'ha detto Gasperini nel dopo partita? Boh! E i giocatori? E chi lo sa?
Però dopo ho potuto godermi un'intervista all'allenatore della Roma che mi ha spiegato come affronterà la partita di domani, ho saputo qualcosa in più sui brufoli di Ibrahimovic o sull'ascella sudata di Chiellini che non era ancora stato raccontato da tutte le altre trasmissioni sportive d'Italia, e soprattutto mi è stato mostrato il nuovo look di Ronaldo! Questo si che è uno scoop! E io che mi stavo già chiedendo perché esista ancora gente che paga il canone!
Ma in fondo non è mica colpa della Rai, che nella sua corsa ad allinearsi alle reti private cercando di strappare qualche ascolto in più, si è venduta i giornalisti validi pescando a piene mani nel settore dell'informazione prezzolata.
Sono felice di avere speso i soldi del televisore in un abbonamento di gradinata, almeno da lì non si sente parlare di Inter e Juventus, e da lì posso ancora vedere la mia squadra giocare per più di cinque minuti, sebbene il privilegio mi sia concesso una volta ogni quindici giorni.
Grazie di niente,
Pablo Renzi,
tifoso di un'altra squadra.
venerdì, 28 settembre 2007
La notizia l'ho trovata su un forum di tifosi napoletani, quest'articolo invece è tratto dal sito del Corriere. Riguarda l'ex allenatore della Ciclistica Bogliasco, sorpreso a rendersi ridicolo come il suo solito. Il problema è che da allenatore dei Patetici questa capacità era intrinseca all'incarico, gli bastava presentarsi con quelle righe addosso, ora che allena il Torino la cosa è più complicata..
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Novellino (LaPresse)
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MILANO - È proprio vero che nel calcio non s'inventa nulla. C'è sempre qualcuno che l'ha fatto prima di te. Ad esempio, nel mondo del pallone, i panni sporchi non si lavano in casa e nemmeno in lavanderia. Non si lavano proprio, perché i cesti per i panni sporchi servono a trasportare gli allenatori squalificati. È successo a Parma, l'altra sera, con Walter Alfredo Novellino, la spia che venne nel cesto. Il tecnico del Torino, ha ricevuto dal giudice sportivo una multa di 10 mila euro «per essersi introdotto, pur essendo squalificato e in violazione del divieto di cui all'art. 22 comma 7 Cgs, prima dell'inizio della gara, nello spogliatoio riservato alla propria squadra, permanendovi nel corso del primo tempo e uscendone nell'intervallo, presumibilmente nascosto in un voluminoso contenitore utilizzato dal magazziniere per il trasporto degli indumenti di giuoco dei calciatori».
Ci sono due aspetti meravigliosi di questa storia. Il primo è l'uso della parola «giuoco». Sono rimasti in tre, ad usarla in Italia: il giudice sportivo, la Federazione italiana «giuoco» calcio e Silvio Berlusconi. Il secondo è che Novellino sostiene di non aver usato il trucco del cestone. Ammette solo di essere «passato» prima della partita a consegnare dei foglietti con le ultime istruzioni (anche questo non l'avrebbe potuto fare) per l'uso e poi se ne sarebbe andato in tribuna. Il terzo è che Novellino ha un illustre precursore: Josè Mourinho. Lo spigoloso portoghese, nel 2005, in occasione del quarto di finale di Champions League tra Chelsea e Bayern Monaco, era sospeso per due turni a causa delle intemperanze nella sfida col Barcellona (accuse all'arbitro Frisk). Eppure si infilò in un cesto della biancheria e si piazzò nello spogliatoio dove rimase per tutta la partita comunicando via cellulare e con «pizzini» con i giocatori. La differenza tra i due? Il controspionaggio. Novellino nel cesto è stato denunciato da qualcuno, mentre la storia di Mourinho è venuta fuori nella primavera del 2007, dopo due anni. Forse perché Mourinho giocava in casa e Novellino fuori. Comunque, se è vero che i panni sporchi non si lavano più in casa, in giro trovi sempre qualcuno che non si fa gli affari suoi
sabato, 21 aprile 2007
La notizia è di oggi, anche se si parla di cose che sapevamo già:
Il vice procuratore federale Alfredo Mensitieri ha chiesto ieri una penalizzazione di tre punti per la squadra rossoblù, insieme ad una multa di cinquantamila euro e a tre anni di sospensione per lo stesso Enrico Preziosi. Chiesto un anno invece per Aleardo Dall'Oglio e Massimo D'Alma, tutti implicati da tempo nell'inchiesta sul fallimento del Como Calcio 1907, vicenda che vide all'epoca uno scambio di giocatori (Makinwa, Colacone, Gregori, Greco, Bjelanovic e altri), giudicato evidentemente illecito, tra il Como e il Genoa. Società facenti capo entrambe, secondo i magistrati, a Preziosi attraverso la Fingiochi, con l'inserimento pure di Luciano Moggi e della sua Juventus.
Non mi interessa neanche sapere se il timore di una nuova penalizzazione sia fondato o meno, mi limito alla notizia.
Dare oggi una notizia del genere, alla vigilia di uno scontro che sappiamo tutti cosa possa significare, non può non accendere diversi sospetti. E' lecito, mi chiedo, pensare che si stia cercando di creare delle tensioni che finirebbero per favorire ovviamente gli avversari, in questo caso guarda un po', la Juve?
Non sarebbe stato meglio, più sportivo, comunicare l'eventualità di nuove penalizzazioni a giochi fatti, magari lunedì?
Poi, se vogliamo anche commentare il contenuto della notizia, viene fuori che questo Mensitieri è pure napoletano, e anche la persona più lontana da dietrologie fa presto a fare due conti. Non che voglia accusarlo di parzialità, ma a un arbitro napoletano non farebbero mai dirigere un incontro del Napoli per evitare non solo i favoritismi, ma anche le accuse di. Perché per un magistrato le cose funzionano diversamente?
Poi vabbè, ci sono i soliti discorsi sulla diversa velocità della giustizia sportiva, sugli animali tutti uguali tranne alcuni più uguali degli altri, e si tornerebbe ad avvelenarsi il sangue e oggi proprio non ne ho voglia.
Spero di bere lo shot stasera..
mercoledì, 21 marzo 2007
Perché pubblico questa notizia? Perché mi va. Eppoi è divertente, ma fa riflettere. E soprattutto perché stavolta noi non c'entriamo nulla e quindi possiamo sghignazzarne liberamente...
| «E ora come la mettiamo? Gol per sbaglio, salta il pari: gara di C1 finisce in rissa!
Il biscotto è andato di traverso a tutti. A quelli della Ternana, che hanno perso la partita. A quelli del Manfredonia, che hanno preso un sacco di botte. E ai novecento spettatori sulle tribune, che hanno assistito a una delle gare più brutte di sempre. Gli unici che si sono divertiti un po´ sono stati quelli di Sky che con le loro telecamere hanno ripreso una delle scene più squallide del calcio contemporaneo.
Domenica pomeriggio, Manfredonia-Ternana, serie C, è uno scontro diretto per scongiurare l´incubo playout. La Ternana è quintultima, il Manfredonia ha appena tre punti in più. La partita, appena combattuta nel primo tempo, si spegne del tutto dopo che, in avvio di ripresa, il Manfredonia pareggia. Un punto a testa è considerato sufficiente da tutti. Al quinto minuto di recupero, però, l´imprevedibile. Una punizione da posizione non molto temibile viene battuta con una certa precisione da Scarlato. Un tiro certamente resistibile. Ma la barriera, scarsa per numero e compattezza, si disunisce e il portiere è distratto. Insomma: la palla entra in porta.
I ventidue si gelano. Come se il gol fosse qualcosa di innaturale su un campo di calcio. Un ufo. Un giocatore del Manfredonia si dispera. Si mette le mani nei capelli. Lo stesso gesto, più comprensibile, lo fa uno della Ternana. Poi, piano piano, tutti realizzano. E allora le reazioni si differenziano. L´arbitro fischia la fine della gara. I giocatori del Manfredonia, letteralmente, scappano dal campo. Quelli della Ternana partono all´inseguimento. La mente torna a Valencia, ma stavolta è tutto molto più ridicolo. L´obbiettivo principale degli inseguitori è Scarlato. Ma va bene chiunque, purché sia del Manfredonia.
La caccia all´uomo si protrae negli spogliatoi dove però non ci sono telecamere. L´intervento dell´ufficio indagini sarà inevitabile.
Marco Mensurati (La Repubblica)
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lunedì, 16 ottobre 2006
E visto che a Brescia ci sono andata mi sembra doveroso scrivere 2 righe.
Intanto vorrei capire se i giornalai locali erano con noi in curva che scrivono di tanti scontri vergognosi ecc ecc ecc!
In realtà ci saranno stati 2 pattoni, qualche uovo, qualche gavettone, qualche fumogeno, ma niente di così GRAVE!
L'unica cosa grave per me è stato il fatto che i 2 pattoni se li sono tirati dal bagno...dove io volevo andare!
Certo questo non è il bello del calcio, ma ragazzi, se ci si scandalizza per queste cose quando succede davvero qualcosa di serio???Mi sembra che si tenda sempre ad esagerare.
E soprattutto mi sembra che si tenda a far vedere molto di più le cose negative di quelle positive...
Ma parliamo di:
PARTITA: bella, abbiamo giocato bene, abbiamo attaccato, e ci siamo difesi bene!
non è che io vedessi molto bene, ma l'importante era sostenere la squadra cantando e capire che stava succedendo in campo!
Poi Sculli probabilmente si è drogato (pesantemente) prima della partita visto che ci ha fatto gioire non 1 ma ben 2 volte!
E il rigore...ll rigore ci ha fatto gioire una 3° volta, quando abbiamo visto la palla lanciata al Creatore!
Una gran bella partita, divertente!
E comunque cantare a fine partita :"Salutate la capolista" è una meraviglia.
Grande Genoa, e ora sotto col Cesena!
martedì, 05 settembre 2006
Prima "
alè Vieri alè", dichiarazioni d'amore del Bobone "
sono sempre stato un tifoso blucerchiato", goccioloni di lacrime, volemmose bbene. Poi i casini, vengo non vengo, c'ho i cazzi miei, mi alleno a Formentera, vado all'Isola dei Famosi, ce n'ho per il cazzo di giocare quando posso trombarmi veline tutto il giorno.
Poi, pur di non andare al Doria, accetta di giocare all'Atalanta per il sontuoso stipendio di
1500€ al mese.
Adesso, un nuovo emozionate capitolo della storia d'amore tra Bobo e la sandoria. Copio e incollo dal
Corriere della Sera.
Vieri, rissa in centro a Milano
Due tifosi della Samp lo provocano in un locale: scoppia la zuffa
MILANO - Dici Vieri e dici danno. Continua l'estate tormentata di Bobo, protagonista - come scrive la Gazzetta dello Sport - di una rissa scoppiata domenica scorsa in un noto ristorante di Milano con alcuni ragazzi che si sono presentati come tifosi della Sampdoria.
PROVOCAZIONE - La zuffa è stata scatenata da questi ultimi che accortisi della presenza di Vieri nel locale - il ristorante Smeraldino nella zona centralissima di Garibaldi - hanno provocato il calciatore con una finta richiesta di autografo. Sul foglietto che Bobo stava accingendosi a vergare c'era infatti scritto sul retro - rivela sempre la Gazzetta - una parolaccia: «Sei un pezzo di m...». Forse una vendetta postuma per il rifiuto di Bobo di giocare nella squadra genovese. Sta di fatto che gli amici con cui Vieri stava cenando sono scattati. Sono volate parole grosse. La zuffa è poi proseguita all'adiacente Panino Giusto, dove i due provocatori si erano rifugiati. Una sedia rotta e qualche manata è stato il bilancio finale dell'ennesima serata agitata dell'ex bomber.
mercoledì, 28 giugno 2006
Milanetto: "Il Genoa la mia prima scelta". Il neo-centrocampista rossoblù è felice della sua nuova avventura
Questo il titolo dell'articolo pubblicato oggi da qualche parte, non so dove, io l'ho letto sul sito del Clan dei Grifoni, che ogni giorno pubblica una ricca rassegna stampa. Visto il titolo vado a leggere cosa dice, che io 'sto Milanetto non lo conosco, sarà uno bravo o un altro Mamede?
“Il Genoa è stata la mia prima scelta. È proprio quello che volevo”. Si presenta così, con queste poche parole, Omar Milanetto, primo acquisto del Genoa 2006-07.
Non ha avuto dubbi, bisogna dirlo, quando il suo procuratore gli ha messo sul piatto il Genoa e lo Sporting Aulla ha subito optato per la squadra di Genova. Proprio una scelta dettata dal cuore.
Trentuno anni da compiere il prossimo 30 novembre, capelli neri, lunghi, raccolti, abbronzatura perfetta, Milanetto sarà l’uomo d’ordine, il regista, il fulcro del nuovo Genoa targato Gian Piero Gasperini. “Non lo conosco personalmente - ammette il nuovo centrocampista rossoblù - ma non importa, avremo modo e tempo per farlo”.
Trentuno anni, che noi troppo giovani non sappiamo cosa farcene, che poi giocano male, non sono motivati, guarda Botta che brutto campionato che ha fatto, molto meglio puntare su un anziano, magari belloccio e abbronzato, così attiriamo le ragazzine. Con Zaniolo ha funzionato benissimo.
Gasperini non lo conosce personalmente, speriamo che almeno ne abbia sentito parlare prima. Chissà dove giocava?
Milanetto, torinese di Venaria, cresce calcisticamente nella Juventus, ma il vero approccio col calcio professionistico avviene a diciannove anni nel Fiorenzuola, in Serie C1.
Ah, dodici anni fa ha giocato in C1.
In Emilia trascorre due stagioni e mezzo, per poi approdare al Monza, stessa categoria, nel dicembre del ‘96.
Ah, anche dieci anni fa giocava in C1. Quand'era un giovane calciatore conosceva bene la C1. Noi però siamo in B quest'anno, e non vorremmo scendere di nuovo. Che altro ha fatto questo tizio?
Nell’estate dell’anno dopo si trasferisce al Como del presidente Enrico Preziosi dove rimane per tre campionati, fino al 2000.
Ah ecco chi lo conosce.. Come mai non mi sento sollevato?
Poi il passaggio al Modena e le quattro stagioni più esaltanti della carriera: con i “canarini” due promozioni, dalla C1 alla A, in un biennio, ed una salvezza miracolosa al primo anno di massima serie.
Beh dai, ha ottenuto due promozioni e poi è stato in A, seppure a fondo classifica.
Dopo il ritorno in B degli emiliani, si trasferisce però al Brescia, dove vive una nuova retrocessione in cadetteria ed una mancata promozione in A, quella dell’ultimo anno, che brucia ancora.
Beh dai, è retrocesso col Modena, è passato al Brescia dove è retrocesso di nuovo e c'è rimasto un altro anno in cui non sono riusciti a risalire. La prima impressione che ne ottengo è di un ex giovane di successo che ha cominciato a discendere la china, e passa da una squadra all'altra in cerca di una promozione che non arriva, intanto il tempo passa e gli allenatori si fanno più esigenti, tanto che “Col Brescia mi sono lasciato bene. Peccato, però, per quelle incomprensioni con Zeman...”.
Sono eccessivamente disfattista, lo so, però l'abbiamo visti tutto l'anno i gioielli che dovevano riportarci in B in un tripudio di reti, quello là che aveva fame di gol e ha passato il campionato seduto in area ad aspettare che un arbitro generoso gli regalasse un rigore, quell'altro che quand'era in campo spariva meglio di Houdini, quello in difesa poteva fare la controfigura a Sergio Castellitto, perché di giocare a pallone non se ne parla, adesso quando sento parlare di fenomeni sconosciuti dai lunghi capelli neri e dall'abbronzatura perfetta incasso le spalle e aspetto la mazzata.