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| Dal nostro inviato allo stadio: il Dott.Hardla |
I CONTRO
- L'avversario: la Juve è forte. Non ha giocato in modo spettacolare, ma si vedeva chiaramente che i suoi giocatori avevano più forza e più tecnica dei nostri. La cosa preoccupante è che avevano anche più voglia, al novantesimo erano ancora lì a mordere le nostre caviglie.
- Il futuro: ci aspetta un ciclo durissimo e noi con le squadre "grandi" non siamo stati in grado di racimolare un solo punto, finora.
- Infortuni: se anche Milanetto s'è infortunato non abbiamo più un centrocampista centrale di ruolo. Per non parlare della difesa fantasiosa che dobbiamo schierare.
- La difesa: anzi, parliamone un po' della difesa. Sul secondo gol Grygera s'è accentrato in maniera fantastica, aveva lo specchio della porta libero e poteva tranquillamente far partire un'altra legna, ma ha preferito passare all'altrettanto liberissimo Trezeguet. Troppa gente che può fare quello che vuole in mezzo alla nostra area generalmente non è un buon segno.
- Borriello: non era in forma, lo si sapeva. I difensori avversari l'hanno contenuto molto bene. Ma è sempre tanto solo. Gli esterni erano spesso 20 metri indietro, oppure arrivano in avanti ma si allargavano talmente tanto da rendersi avulsi dal gioco.
- I cross: ne sbagliamo davvero troppi.
- Leon: ieri ha giocato da solo, c'era sempre, si faceva vedere, ma poi s'incaponiva in azioni personali.
- Di Vaio: lui invece non c'era quasi mai, un paio di tocchetti, ma quando c'è da lottare non si fa mai vedere. Lo preferivo indisponente come ad inizio stagione, adesso ormai non ce ne rendiamo neppure più conto, ci siamo abituati a questo tipo di prestazioni. Dovrebbe cambiare aria, per il suo e il nostro bene.
- Figueroa: è entrato tardi e non è che da lui ci si possano aspettare sempre i miracoli, ma è già un paio di apparizioni che fa che proprio non mi piace. Non mi sembra metterci la grinta che si si aspetterebbe da un ex nazionale argentino che vuole dimostrare al mondo d'essere ancora un campione.
- Konko: fantastico. A centrocampo mi piace un casino. Certo, quando arriva al margine dell'area sembra sempre un po' spaesato, ma partendo da mediano non è detto che ci debba per forza arrivare. Oltre alla grinta ha dimostrato anche una buonissima visione di gioco.
- Il centrocampo: mi è piaciuto. Ha retto piuttosto bene, e sì che dall'altra parte c'erano dei cagnacci bavosi che aggredivano ogni pallone.
- Van Der Borre: un po' di movimento, un paio di tocchi, nulla più. Ma aver scoperto d'avere in rosa un giocatore abile e arruolabile, con mezza squadra fuori, è comunque una buona notizia.
- Gli infortunati: prima o poi ritorneranno questi benedetti titolari...
- Il tifo: ok, qui sto raschiando il fondo del barile, ma dopo il sonnacchioso "volemmosse bbbene" coi napoletani, una bella e sana razione d'odio con gli juventini ha infuocato Marassi, almeno fino al secondo gol. E comunque anche dopo non s'è mai spento del tutto.

"Nube che Corre" è il soprannome indiano di Luigi Dalla Costa, ex presidente del Genoa. Se lo scelse da solo, e gli piacque talmente tanto che lo scrisse pure sulle casacche della squadra, al posto dello sponsor. Il simbolino invece lo scovò disegnato nel sottopasso vicino al suo albergo. E ciò dovrebbe far capire molte cose sul personaggio in questione.





