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Dal nostro inviato
in piccionaia:
il Dott.Hardla
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Visto che l'ultimo post era ancora quello della Juve, vuol dire che la sconfitta con la Fiorentina evidentemente non interessa a nessuno, e allora andiamo avanti. Gran pareggio con la capolista, li abbiamo schiacchiati nella loro area e dominati fisicamente e intellettualmente. Certo, loro hanno giocato in 10 per 55 minuti, ma in fondo sono anche un po' cazzi loro, no? In 11 contro 10, comunque, siamo molto più forti noi.
Ma veniamo alle cose interessanti. La partita stavolta l'ho vista dalla piccionaia della Nord: un'esperienza davvero molto interessante, e che ora vi racconto. Intanto mi sono beccato una bandierina gratis, alla faccia di Spassky che è rimasto a casa, sicuro della sconfitta. Tié.
Erano anni che non andavo più in piccionaia e la prima impressione è senz'altro positiva: certo i giocatori sono molto piccoli e distanti, ma si vede perfettamente la disposizione in campo e, finalmente, si coglie il senso della profondità, senza il quale è veramente un casino capire cosa succede nell'area opposta, sotto la Sud (palo! naso! rinvio di orecchio! autorete in semirovesciata volante! rigore!).
Poi però inizia la partita e mi accorgo di alcune piccole inconguenze: intanto ai lati si sta seduti, ma va bene siamo lì per quello, visto che Paoletta ha la gamba ingessata. Poi, pur chiamandosi "Gradinata Nord", seppur "superiore", la gente non canta. Ma niente, eh? E ancora questo non sarebbe tanto grave se, per riempire questo vuoto canoro, le persone non si mettessero a fare dell'altro. L'occupazione preferita è, com'è logico aspettarsi, dire cazzate. E lì mi accorgo che, effettivamente, i cori insistenti e ripetuti per tutta la partita, distraggono le persone e impediscono loro di commentare ogni singola fase di gioco. Quando manca il supporto canoro, chiunque può dire qualunque cosa, e sicuramente lo farà a portata del mio orecchio.
E' in questo modo che ho fatto la sfortunata conoscenza della prestigiosa Famiglia Stancacervelli, madre figlio, zio e un sacco di conoscenti che avrebbero fatto meglio a comprarsi la partita in pay-tv davanti a una pizza bella calda e una coca cola, piuttosto che stracciare i coglioni a me per tutta la serata. Il papà no, non c'era, ma come ho appreso quelle 7 volte durante la partita, meno male che non c'era perché solitamente porta una sfiga della madonna. E meno male, allora...
Girandomi a sinistra il panorama non era certo meno folkroristico. Quasi a controbattere le offensive verbali della suddetta famigliola si fa valere il deciso e costante mormorio della "radiocronista autistica". Oh, magari non capiva un cazzo di calcio e di ciò che stava accadendo in campo, ma i nomi dei giocatori li conosceva tutti! Beh, magari non proprio tutti, magari sapeva solo i nostri, ma quelli li conosceva davvero bene, giuro!
Ma colui che più ha destato il mio interesse (e quello di gran parte del settore, in effetti) è stato L'Uomo Con Due Ciocchi Di Legno Al Posto Delle Mani. Un tipo generalmente tranquillo ma che aveva il vezzo di applaudire a sproposito nei momenti più improbabili, producendo un forte e penetrante rumore di legno, udibile anche a decine di metri di distanza. E questo per TUTTA LA PARTITA. Imperdibile.
Vista l'originalità del fenomento non ho potuto sottrarmi dal girare un breve video per farvi capire meglio le mie insufficienti parole. Una visione raccapricciante.