
E voi che fate?


Dal sito Genoacfc...
29/06/2007 11.43.24
Il Genoa ha acquistato Matteo Paro
Primo neo-arrivo per la società rossoblù tornata dopo 12 anni in serie A


L'astro nascente del calcio italiano, Fabio Quagliarella è finalmente approdato in una squadra di buon livello : l'Udinese, nonostante le mille dichiarazioni d'amore rivolte ad una squadra della periferia e nonostante le promesse di Garrone ai suoi tifosi.
Quella volpe di Marotta ha tentato di comprare il giocatore il giorno prima che si andasse alle buste. Ci voleva un mago per capire allora quale offerta avrebbe proposto la Samp e l'Udinese, ingaggiando come consulente di mercato il mago Do Nascimiento, ha semplicemente messo mezzo milione in più nella busta, sapendo quanti soldi gli altri volevano spendere.
Marotta è sempre stato un grande esperto di mercato : basti pensare ai campioni arrivati negli ultimi anni, gente di livello internazionale come Zivanovic e Ruben Olivera, giovani promesse come Zenoni, Bonanni e Bonazzoli o Castellazzi.
Per rendere magica la giornata il ricorso di Flachi contro la squalifica non è stato accolto, anzi : da 16 mesi la pena è aumentata a 24. Magari tutti i giorni fossero così belli...
Bruno.
AmoriSe sono genoano lo devo soprattutto a mio nonno, e ai suoi racconti di quando il Genoa conquistò l'ultimo scudetto. In realtà quella partita non la vide, era troppo giovane per andare allo stadio, ma la visse attraverso gli occhi di suo fratello maggiore, genoano scatenato, che assisté alla finale in casa e addirittura si fece la trasferta a Torre Annunziata, dove la squadra di Barbieri e De Vecchi rimediò un pareggio sufficiente a garantirle il titolo.
Mio nonno mi raccontava sempre di quello che aveva potuto vedere coi suoi occhi di bambino, la festa per le strade, la città pavesata di rossoblu. Furono i primi vagiti della sua fede, rafforzatasi con gli anni, e trasmessa prima a mia madre e poi a me, come il colore dei suoi occhi.
Quattro anni fa, mentre tornava in bicicletta dall'orto, mio nonno fu investito da una macchina, e cadde in coma. Il referto dei medici parlava di ematoma cerebrale, e si decise di mantenerlo in quello stato di incoscienza, fino a quando una serie di operazioni e suzioni del sangue rappreso non ne avrebbero garantito l'incolumità. Si trattava di un grosso azzardo, vista l'età, ma mio nonno era sempre stato di fibra dura, settant'anni e passa di fede rossoblu qualche segno lo devono lasciare.
Non si è mai svegliato. Questi ultimi anni abbiamo vissuto con la consapevolezza che sarebbe bastato un refolo d'aria per portarcelo via, senza neanche regalarci la gioia di un ultimo saluto. Lo abbiamo accudito, ma alla fine ammetto che la sensazione era quella di accudire una pianta, e il pensiero che forse sarebbe stato meglio morto ci ha attraversati tutti.
Ieri mi ha telefonato mia madre, la voce rotta dall'emozione, mi ha detto “Vieni subito, il nonno si sta svegliando!”.
Mi sono precipitato, la testa piena di pensieri. Come sarebbe stato? Mi avrebbe riconosciuto? L'ho trovato a letto, con gli occhi aperti. Mi ha sorriso, lo stesso sorriso che mi regalava da bambino. Era lui, il coma non l'aveva cambiato affatto.
Dopo qualche tempo ha ricominciato a muoversi, e alla fine ha potuto mormorare qualche parola.
“Quanto sono stato addormentato?”
Mia mamma è scoppiata in singhiozzi mentre gli rispondeva, carezzandogli la testa, “Quattro anni papà”.
Ha strabuzzato gli occhi, dev'essere stato uno shock fortissimo, benché il suo viso non abbia tradito grossa emozione.
Mi ha cercato con lo sguardo, mi ha fatto segno di avvicinarmi.
“E il Genoa? Cos'ha fatto il Genoa?”, mi ha chiesto.
“Siamo in serie A, nonno!”, gli ho risposto entusiasta.
Infarto secco. Il suo cuore ha potuto reggere l'emozione di risvegliarsi dopo quattro anni, ma quando è troppo è troppo.
Lo seppelliamo sabato.